Mobility as a Service for Italy entra nel vivo

Ecco come procede il progetto del Pnrr che vuole semplificare le modalità di prenotazione e pagamento di trasporto pubblico, car sharing, bike sharing e taxi. Come si stanno preparando Firenze, Torino ed Emilia-Romagna?

Più integrazione tra servizi di mobilità, un’infrastruttura unica nazionale basata sui dati e maggiore digitalizzazione del trasporto pubblico. Sono le direttrici che ispirano Mobility as a Service for Italy, il progetto portato avanti dal Dipartimento per la trasformazione digitale, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e per il quale il Pnrr dedica un investimento da 40 milioni di euro, più 16,9 milioni aggiuntivi dal fondo complementare. Il piano prevede l’integrazione dei servizi di trasporto pubblico e privato, da rendere accessibili grazie a un unico canale digitale: dal trasporto pubblico al car sharing, dal bike sharing ai taxi, l’obiettivo è semplificare le modalità di prenotazione, pagamento e viaggio, declinate sulla base delle proprie esigenze ma all’insegna di un’unica esperienza di viaggio intermodale.

Le linee di intervento

Mobility as a Service for Italy prevede tre fasi principali. La prima, svolta da luglio a dicembre 2023, è stata portata in tre città “pilota”: Milano, Napoli e Roma. Ma ora sono in partenza la seconda, che ha esteso l’iniziativa ad altre tre città metropolitane (Bari, Firenze e Torino) e la terza, che coinvolgerà sette territori: la Provincia Autonoma di Bolzano e le Regioni Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia e Veneto.

Mille utenti sperimentano a Firenze

A Firenze, per la sperimentazione partita ad aprile di quest’anno, il Comune ha selezionato circa mille utenti che testeranno le nuove piattaforme digitali e avranno accesso a iniziative di incentivazione, come bonus e sconti per l’acquisto di pacchetti di mobilità. Gli utenti potranno combinare tra loro i servizi di trasporto pubblico (treni, autobus, tram), sharing (auto, scooter, e-bike, biciclette, monopattini elettrici) e sosta.

Il progetto a Torino

Tempistiche simili anche a Torino, dove da aprile sono iniziati i servizi MaaS personalizzati e on demand ai cittadini dell’area torinese. Accederanno a nuovi servizi digitali per ogni esigenza di spostamento, adottando scelte di mobilità integrate, più consapevoli, multimodali e sostenibili. Attraverso l’utilizzo di un’app dedicata, potranno esplorare una vasta gamma di opzioni di mobilità: dai mezzi pubblici ai monopattini, dai taxi alle biciclette; tutto a portata di mano, grazie al concetto di MaaS. Come dichiarato dall’assessora alla mobilità del Comune di Torino Chiara Foglietta: “La semplificazione dell’accesso ai servizi di trasporto esistenti, incrementandone l’interoperabilità e integrando trasporto pubblico e privato, ci consentirà di migliorarne la qualità e l’attrattiva, facendoci fare un passo avanti verso una mobilità moderna e sostenibile”.

L’Emilia-Romagna riparte da Roger

In Emilia-Romagna la sperimentazione partirà dai risultati già raggiunti negli anni scorsi con la piattaforma Roger, che ha coinvolto 350 mila utenti in regione. “Questo progetto ci consente di imprimere una forte accelerazione alla digitalizzazione del trasporto pubblico locale. Per renderlo un’alternativa sempre più competitiva al mezzo privato – ha sottolineato l’assessore alla Mobilità, Andrea Corsini – riprendiamo l’esperienza del sistema di bigliettazione digitale Roger, ma con l’ambizione di estenderla, rafforzarla e arricchirla di nuovi servizi”. Regional access point (RAP) è la piattaforma regionale gestita da Lepida (la società in house da cui dipende lo sviluppo dell’ICT – Informazione Comunicazione Tecnologia – regionale) che a regime dovrà raccogliere e trasmettere al Ministero i dati in tempo reale delle posizioni di autobus, treni, mezzi della sharing mobility. Dati che il Ministero metterà a sua volta a disposizione dei Maas Operator, le società che potranno offrire agli utenti pacchetti intermodali di viaggio. La sperimentazione proseguirà fino a gennaio 2025, in relazione a diverse fasce di utenza: turisti, lavoratori pendolari e studenti e dipendenti di grandi aziende in aree a forte vocazione industriale. Proseguirà quindi l’esperienza già fatta con Roger, il sistema di dematerializzazione dei titoli di viaggio già in funzione su bus e su treni, ampliando i soggetti coinvolti per arrivare alla piena integrazione di tutti gli operatori con particolare riguardo a quelli di sharing, dei servizi turistici, di cooperative taxi e auto a noleggio con conducente, oltre ad altri servizi a chiamata.